18/01/2018, 14:32



Tre-manifesti-ad-Ebbing-nel-Missouri


 



recensione di Gabriella Sanzone

Recentemente premiato al festival di Venezia, candidato a 6 Golden Globe di cui ha ottenuto già 4 statuette, il film racconta la storia di una donna, Mildred, che inizia una personale guerra contro la polizia cittadina di Ebbing, per l’omicidio della figlia violentata mentre stava morendo.

Mildred è una donna fredda, dura che non mostra quasi mai il suo sorriso, capace di mettere a tacere anche il prete della comunità, molto mascolina con la sua tuta blu da meccanico, la bandana tra i capelli,  le rughe accentuate, Mildred-Frances Mcdormand, la sessantenne  protagonista  di FARGO ( chi non la ricorda?)sicuramente all’apice della sua carriera, ci regala una performance non solo da  recente vincitrice del Golden Globe ma quasi sicuramente da vincitrice dell’ Oscar come migliore attrice protagonista di un film drammatico e poliziesco.

Non ci può essere più gioia, felicità e allegria per una donna  con un dolore così grande dentro di sé, una donna che affigge tre manifesti provocatori ad Ebbing nel Missouri per chiedere giustizia, una donna  assetata di verità, che vuole vedere trionfare il bene e mandare in galera chi ha stuprato la figlia.

Il film magistralmente diretto da Martin McDonagh  è girato in maniera molto sapiente, dal montaggio delle scene alla fotografia , alle musiche, non c’è momento del film che non trovi la sua precisa collocazione in uno spazio temporale quasi indefinito così come è  indefinita questa cittadina sperduta del Missouri.  

ASSOLUTAMENTE DA VEDERE.
VOTO:9
14/01/2018, 19:17



“All-the-Money-in-the-World---Tutti-i-Soldi-del-Mondo”-(2017),-di-Ridley-Scott.-


 



Recensionedi Andrea Giostra.

L’ultima produzione di Ridley Scott indubbiamente coinvolge eappassiona lo spettatore. Questo possiamo darlo come dato certo. Il costo del bigliettonon andrà sicuramente perso, anzi, regalerà emozioni intense e ben sostenutedurante tutta la narrazione.

La sceneggiatura non originale di David Scarpa, tratta dal bestseller di John Pearson “Painfully Rich:The Outrageus Fortune and Misfortunes of the Heirs of Jean Paul Getty” pubblicatoin Inghilterra nel 1995, raccontando un fatto realmente accaduto, pone allospettatore, e forse anche a chi l’ha scritta, delle domande per certi versiinquietanti: A che punto può arrivare la cupidigia umana? Quali sono le coseche assumono più valore nella vita di un uomo ricco e potente? C’è una morale eun’etica che resistono e riescono a dominare sul potere e sul possesso infinitodi danaro? Sono tutte domande che verranno spontanee allo spettatore che andrànelle sale cinematografiche per vedere “Tutti i Soldi del Mondo”. La sindromedi Paperon de’ Paperoni, del grande fumettista della Walt Disney Carl Barks, nellaricostruzione di questo fatto di cronaca a firma di David Scarpa, supera di granlunga la fantasia del mitico personaggio dei fumetti americano.

Le risposte alle nostre domande potranno essere tante e diverse.La rappresentazione dei fatti narrati dalla sceneggiatura controversa eintelligente, è un punto di vista di una realtà umana che scoraggia e deprimeproprio perché ci fa comprendere che il benessere economico e il grande poterenon sempre convergono verso i migliori principi che vedono nell’amore filiale efamigliare dell’essere umano il valore più nobile e più alto da difendere adogni costo.

Nell’estate del 1973 per le vie di Roma viene rapito ilsedicenne Paul Getty III (Charlie Plummer), nipotedel miliardario petroliere americano Jean Paul Getty (Christopher Plummer). Ilfatto assume una risonanza mediatica straordinaria per l’esorbitante richiestadi riscatto, 17 milioni di dollari, e perché il magnate Jean Paul Getty,considerato allora l’uomo più ricco del pianeta, non ha alcuna intenzione dipagare il riscatto ai rapitori del nipote. Per provare a liberarlo, Gettyassume un ex agente della CIA, Fletcher Chace (Mark Wahlberg), perché ritroviil nipote e lo riporti a casa senza pagare un solo dollaro ai rapitori. Sarà lamadre di Paul, Gail Harris (Michelle Williams), a prendere in mano lasituazione perché il figlio ritorni a casa sano e salvo.

C’è un fatto interessate che dà ulteriore impulso mediatico alfilm. Un fatto che solo i veri appassionati di settimana arte conoscono certamente.Il film di Ridley Scott ha rischiato di diventare la prima vera vittimacinematografica degli scandali sessuali hollywoodiani. “All the Money in the World” era già pronto per il debutto e per ladistribuzione nelle sale cinematografiche di tutto il mondo. Qualche giorno primadella presentazione ufficiale alla stampa, Kevin Spacey viene travolto dalloscandalo di accuse a sfondo sessuale che tutti conosciamo. Il rischio di unvero disastro commerciale e di spettatori è chiaramente evidente a Scott, che inpoche ore decide di scritturare Christopher Plummer con un extra budget dioltre dieci milioni di dollari, e di girare in sole nove giorni tutte le sceneche avevano visto Spacey protagonista, riuscendo a garantire l’uscita del filmentro il 2017, almeno negli USA. Questa magia di Scott è un altro dei motivi perandare a vedere il film.

Questa premessa può essere sufficiente per far comprendere alpotenziale spettatore quale sarà la trama del film, la sceneggiatura, ilsusseguirsi delle scene a tratti spettacolari, ricche di pathos e di emozione, e avvincenti per lo spettatore che ama l’action movie e il thriller intenso e ben ritmato come pochi registi oggi sanno fare,e certamente Ridley Scott, che ha varcato la soglia degli ottanta anni, è unodei pochi del pianeta cinematografico che possiede queste qualità artistiche.

14/01/2018, 19:12



Benedetta-follia


 



Credo che Verdone in questo film abbia voluto mettere al centro dell’attenzione la solitudine dell’uomo un uomo separato, divorziato, un uomo che non si dà pace per la fine di una storia d’amore la più importante, culminata nel matrimonio. Verdone che guarda al mondo delle chat e alla possibilità di poter trovare una donna con un metodo che non è il suo. Il film è fatto veramente bene sotto ogni punto di vista. Finalmente dopo tanti anni ritrova lo smalto dei film belli come ad esempio "Maledetto il giorno che ti ho incontrato" con Margherita Buy.
Mette al centro di tutto la difficoltà di un 60enne a rimettersi in discussione e a trovare una compagna o una... compagnia tramite mezzi alternativi che non sempre portano a delle buone esperienze di vita e di relazione. Il mondo dei telefonini, l’avvento dei cellulari, l’avvento delle chat, l’ uso distorto di certi mezzi sicuramente sono al centro del film.
Ho trovato qualche riferimento nella protagonista che sembra essere l’alter Ego di Claudia Gerini nel famoso verso "lo famo strano" e e’ palesemente copiata da Pretty Woman ma invertendo il ruolo dell’uomo e della donna.
DA VEDERE.
voto: 7 e 1/2.
recensione di Gabriella Sanzone


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