12/03/2017, 16:19



Ti-Presento-Toni-Erdmann


 



Recensione cinematografica del film "Ti Presento Toni Erdmann". La giovane regista tedesca Maren Ade mette in scena un film tutto incentrato sul rapporto padre-figlia, e lo fa in un modo del tutto personale ed originale, dando voce ad un padre che fa di tutto per mettersi al centro dell’attenzione della figlia, una figlia, Ines, donna in carriera tutta concentrata su lavoro, affari e  business.La chiave di lettura interessante del film viene fuori esattamente dal ruolo di questo padre che, vedendo una figlia troppo concentrata sul lavoro  che non si rende conto che il tempo passa, scorre velocemente ed  inesorabilmente, si rattrista perché lei è sempre concentrata sul lavoro, rigida, fredda, tedesca, appunto, senza mai accennare ad un sorriso.La regista mette in bocca al padre - rivolto alla figlia- questa frase: "Ines, sei felice?" E da lì una serie di scherzi e di gag divertenti in cui Toni Erdmann tenta a modo suo, burlandosi del mondo intero, di avvicinarsi sempre più ad una figlia che non sembra interessarsi di nulla se non della propria carriera.Il film ha non poche pecche e limiti.Sicuramente a tratti è noioso, lungo e lento.Anziché farlo durare 162 minuti la pluripremiata regista poteva fare dei doverosi tagli ad alcune scene che a mio parere sono superflue, inutili e ridondanti.Candidato all’Oscar come miglior film tedesco( ma interamente girato in Romania), il film vanta attori bravissimi e perfetti nei loro rispettivi ruoli, Peter Simonishek, strepitoso nelle sue performance da buffone e sempre pronto a scherzare, e Sandra Hüller, in tailleur decisamente di taglio maschile e super determinata al raggiungimento degli obiettivi professionali.Ma vivere la vita è un’altra cosa...Voto:7-
Gabriella Sanzone
03/03/2017, 10:00

Rosso Istanbul, Ferzan Ozpetek



"Rosso-Istanbul"-di-Ferzan-Ozpetek


 



Recensione cinematografica del film "Rosso Istanbul" di Ferzan Ozpetek: il grande maestro turco ci regala una pellicola tutta incentrata sulla figura di un editore Ohran, che torna nella sua Istanbul dopo venti anni di esilio per aiutare a completare un lavoro dell’amico regista Deniz. Più che rosso Istanbul questo film potrebbe essere intitolato "giallo Istanbul" dal momento che con l’arrivo di Orhan nella città sul Bosforo la trama diventa sempre più fitta, come un mistero, per la scomparsa improvvisa del regista Deniz. Il film a tratti lento e noioso si svela mano a mano fino a creare un tessuto di immagini, di sguardi, di nostalgia, di ricordi, di amori e paure che ruotano tutte attorno al protagonista, che altro non è che l’alter ego dello stesso Ozpetek. A distanza di vent’anni dal celebre film " Bagno Turco" il regista ritorna nella sua città natìa e non fa un film di fattura politica infatti la data iniziale del film(13 maggio 2016)  fa capire subito che siamo prima del golpe del 15 luglio del 2016.Purtroppo, nonostante lo sforzo di Ferzan, siamo molto distanti da piccoli gioielli come " Le fate ignoranti", Saturno contro" e "Mine vaganti " film che rimangono -secondo me- tra i più belli del regista, perché in questa pellicola c’è una eccessiva frammentazione dei personaggi quindi forse un tentativo mal riuscito di fare un cameo di storie, emozioni, vissuti, relazioni che forse non riescono esattamente a trasmettere allo spettatore quel valore aggiunto che fa di un film un gran bel film. È un lavoro molto introspettivo schietto crudo aspro è un film in cui, se non per brevi tratti, manca il pathos ecco perché secondo me è un film incompleto e quindi non paragonabile, pur nella diversità, ai film precedenti.Bellissima la colonna sonora e, a tratti la fotografia.Attori molto convincenti e di comprovata recitazione.Voto: 6 e 1/2

Gabriella Sanzone
02/03/2017, 12:27



SNOWDEN-di-Gabriella-Sanzone


 



SNOWDEN di Oliver Stone: il 70 enne regista americano  torna dietro la macchina da presa con superbia e maestria, con estrema abilità e disinvoltura, pronto a raccontarci una storia. Quella di un ragazzo, Edward Snowden, un giovane esperto di informatica della NSA e ( ora non più) consulente della CIA. Non è la prima  volta che Stone si cimenta in un film duro, crudo e diretto che va dritto a colpire il suo pubblico.Un film che fa molto riflettere su tutte quelle pratiche invasive che non tutelano la privacy dei cittadini americani e che hanno creato non poche " rogne" - consentitemi questo termine- al governo Obama. Lo spettatore esce dal cinema con un pugno allo stomaco e prova a pensare che cosa significhi una semplice iscrizione ad un social network oppure a mandare una mail ad un amico. Siamo tutti controllati e controllabili, siamo tutti spiati, osservati...come un enorme occhio del grande fratello che grava su ogni nostra azione, pensiero,  decisione.E il film è tanto più difficilmente digeribile se si pensa che è tratto da una storia vera.Complimenti al regista per il montaggio delle scene, alla sceneggiatura fluida e scorrevole, agli effetti visivi e sonori del film.Bravissimi tutti gli attori, di livello alto, e penso ad una nomination agli Oscar al protagonista Joseph Gordon-Levitt, alla prova più matura e convincente della sua carriera...sia quindi Snowden un hacker o una talpa.
VOTO: 9.
Assolutamente da vedere.


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