27/03/2017, 23:29



Non-è-un-paese-per-giovani


 



Recensione cinematografica a cura di Gabriella Sanzone del film" Non è un paese per giovani" di Giovanni Veronesi : il regista noto al grande pubblico per film quali "Che ne sarà di noi" e "Manuale d’amore" ci regala un film intenso, ben articolato e a tratti commovente sull’ esodo di due giovani ventenni italiani alla ricerca di successo, fortuna e denaro in un posto insolito come Cuba .Sandro e Luciano, camerieri in un ristorante romano ma non con sogni piu grandi,  decidono di lasciare l’Italia x andare ad aprire un chiosco su una spiaggia con tutto un caleidoscopio di situazioni, avventure e disavventure che via via li troveranno coinvolti nella terra di Fidel Castro.La cosa che più mi ha colpito del film oltre il messaggio chiaro, diretto e duro del regista sulla condizione dei giovani italiani, sulla fuga dei cervelli -in altri casi- e sulla disperazione di molti che non trovano lavoro in Italia e devono trasferirsi all’estero per poter sbarcare il lunario, sicuramente è la fotografia bella, nitida, pulita.Ci sono immagini che ce le portiamo all’ uscita del film; bellissime alcune scene sulla spiaggia dalla sabbia bianca ed impalpabile dell’Avana o le strade  colorate del centro storico della città di Fidel con tanto di Cadillac rossa fuoco fiammeggiante. Due camei da sottolineare, sicuramente, sono uno rappresentato dalla bravura del grande Sergio Rubini, qui un edicolante abusivo barese in trasferta a Roma e l’altro è sicuramente rappresentato dalla partecipazione al film di Nino Frassica che ci regala forse una delle pagine più belle di cinema degli ultimi anni, di amara ironia e mesta comicità, ogni sua parola è sicuramente una perla di saggezza. Molto bravi i due protagonisti Filippo Scicchitano (Allacciate le cinture, 2014) e Giovanni Anzaldo (Il capitale umano, 2013).Da vedere.Voto:7e 1/2
24/03/2017, 10:47



ELLE


 



Il 78enne regista olandese Paul Verhoeven, con tanto di laurea in matematica e fisica ed esperto nel provocare lo spettatore, un talento nato per realizzare film erotici misti a thriller (ricordiamo tra i tanti Basic Instinct ,1992), porta sul grande schermo un film tanto complesso quanto controverso. La trama, il plot narrativo di certo non è tra i più originali; uno stupro subito da una donna, Michelle che, anziché rivolgersi alla polizia e denunziare l’uomo di cui ha subito violenza, con fredda naturalezza decide di andare avanti come se nulla fosse accaduto, iniziando quasi un gioco di inganni e di seduzione con l’uomo che l’ha stuprata e violentata. Viso pallido, capelli scompigliati ramati, rossetto ambrato appena accennato, tailleur nero da manager, camicia color crema e rigoroso cappotto beige, Michelle, titolare di una società che produce videogiochi, conduce una vita normale fino a quando non entra nuovamente in contatto con il suo aggressore. Candidata al premio Oscar 2017 come miglior attrice protagonista e già vincitrice della Coppa Volpi per il film "Il buio nella mente" (1995) di Claude Chabrol e nomination Cesar 2013 non protagonista per (un film che Io ho adorato) Amour di Haneke, Isabelle Huppert regge da sola l’intero film dando immensa prova di bravura recitativa nonostante il suo corpo esile e minuto, come se da un piccolo bonsai venisse fuori tutta la grandiosità della sua recitazione, magistrale in questo film. La salvezza della pellicola sta tutta dunque nella bravura della sua protagonista, per il resto c’è molta confusione nella mente del regista, soprattutto nelle battute finali, creando un calderone di situazioni (la madre, il padre, il figlio di Michelle, la vicina di casa e la sua fede in Dio, incontro con l’amica al cimitero, etc.) che fanno sicuramente da contorno e da orpello ad un film discreto. È come se il regista fosse partito con le migliori intenzioni e che si sia fermato strada facendo, e mi riferisco ad un punto di vista di squisitamente di regia, poco lineare, e che non dà al film quella solidità e robustezza di cui ha bisogno nel finale per chiudere.Poca suspense e poco thriller. Voto:7+
GABRIELLA SANZONE
20/03/2017, 12:40



Loving


 



Recensione cinematografica di Loving a cura di Gabriella Sanzone. Ambientato nello Stato della Virginia nel 1959 e tratto da una storia vera, il film narra la di Richard e Mildred, una coppia mista, casalinga nera lei, muratore bianco lui. Il trentottenne regista Jeff Nichols dipinge la sua tela usando sapientemente tutti i colori a sua disposizione e lo fa nel migliore dei modi: lo sguardo dolce di Mildred, comprensivo e fatto di tenerezza, il carattere chiuso e aspro di Richard,  una donna e un uomo che forse hanno la sola colpa di essere nati di un colore diverso in un periodo in cui la Virginia non accetta né unioni miste ne’ matrimoni interrazziali. La bellezza del film sta nella descrizione stessa dei personaggi, sono loro la chiave di tutto e i due protagonisti con i loro sguardi e con la loro dolcezza, l’intensità della loro recitazione che buca lo schermo come se all’improvviso ci si trovasse in un film nel film, un uomo e una donna che accettano loro malgrado un esilio lungo 25 anni in un altro Stato allontanandosi dagli affetti più cari, dalla propria terra, dalla propria campagna, dal proprio nucleo familiare.Come nel film IL DIRITTO DI CONTARE (nelle sale in questi giorni) anche  questo film si innesta e trova la sua linfa vitale nel tema dei diritti civili; una storia, quella di Mildred e Richard, che arriverà fino alla Corte Suprema degli Stati Uniti d’America.A me questo film ha fatto pensare, da un lato alla storia bella e intensa descritta da Luc Besson nel film "The Lady- l’amore per la libertà " sulla leader della Birmania Aung San Suu Kyi e, dall’altro, per la linearità della regia, per la fotografia spoglia e bella allo stesso tempo, per schietta ambientazione a FARGO dei fratelli Coen.Da sottolineare la bravura degli attori protagonisti( Ruth Negga candidata al premio Oscar come miglior attrice protagonista), così vivi e veri da poterli cogliere con una mano oltre lo schermo.Da notare una chicca, il piccolo cameo del fotografo vestito di chiaro Michael Shannon( candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista  per "Animali notturni").Da vedere.Voto: 8 +


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