04/05/2018, 15:32



“Loro-1”-(2018),-di-Paolo-Sorrentino


 



Recensionedi Andrea Giostra

Il nuovo film di Paolo Sorrentino, molto atteso da tutta lacritica italiana e dagli appassionati di narrazioni filmografiche torbide diaffari e di potere italico, ma estremamente contemporaneo ed attuale, si pone qualeperiscopio che vuole esplorare ed osservare, da una distanza lontana da pericolidi contaminazione, i moti d’animo, le turbolenze emotive, le ambizioni e idesideri non celati, i narcisismi cinici, la fede pagana incontrastata verso “lui”,di una parte consistente della società italiana degli ultimi 24 anni, ovvero,da quando il 26 gennaio 1994 Silvio Berlusconi è sceco in campo per fare politicaattiva. Tutto ruota intorno alla figura dell’Unto del Signore, SilvioBerlusconi, ma non è lui, paradossalmente, il vero protagonista dellanarrazione del primo capitolo di “Loro” di Sorrentino che si sviluppa in unperiodo che va dal 2006 al 2010, bensì la decadenza, la superficialità, l’approssimazione,la totale assenza di cultura, di etica e di morale, di una fetta consistente deicortigiani del potere italiano degli ultimi due lustri, che ha contaminatofortemente i costumi e gli stili di vita dell’intera popolazione italiana. Ilsesso, la droga, l’alcool, la perversione, sono gli ingredienti checaratterizzano i vari personaggi del racconto, disposti a tutto pur di esserenotati e scelti per entrare a far parte del cerchio degli eletti delpotentissimo protagonista, anelato dalle donne e invidiato dagli uomini. Ilcirco berlusconiano, descritto con intelligenza e ottima capacità di analisi psicologica,pullula di cortigiane, candide giovani disposte al sacrificio sessuale,faccendieri e imprenditori corrotti e collusi, politici di assai modestequalità erti a statisti dell’ultim’ora, è quello narrato in questo primocapitolo. Bisogna osservare “loro” per comprendere “lui”, il regista, ilpotente, il presidente. In un certo qual modo, la formula utilizzata da Sorrentinoin questo sua ultima opera, sembra essere la stessa de “Il Divo” (2008), doveil racconto del protagonista si sviluppa attraverso il racconto del sottobosco dipersonaggi squallidi e cinici che popolano la sua vita politica. Interessantela fotografia di Luca Bigazzi, che illumina di superficialità e di piattezza,quasi ceramica, i personaggi del racconto, in perfetta sintonia con lasceneggiatura.



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